SARinforma, 15 settembre 2016

Pubblicate le contro osservazioni tecniche alla variante 28/80

Come pubblicato dal sito del comune di Sant’Angelo Romano si possono leggere le controdeduzioni tecniche alle Osservazioni del Piano di Recupero adottato dal Comune.

Per lo più sono richieste di cittadini atte all’inserimento di terreni o fabbricati nel Piano stesso più alcune che invece evidenziano ipotetiche anomalie di carattere tecnico ambientale. Su queste ultime il Relatore non è che si sia sperticato in chiarimenti rimanendo quasi sempre nel vago e rigorosamente ermetico specie quando la difficoltà di risposta era assai evidente, a molte non è stata addirittura data risposta. Così i soggetti firmatari di tali osservazioni , la minoranza Impegno per Sant’Angelo e le associazioni ambientaliste della zona , non hanno ricevuto chiare rassicurazioni e nemmeno delucidazioni in merito ai dubbi sollevati dal testo delle stesse. Andando nello specifico alla prima osservazione del gruppo di minoranza che constatava il mancato rispetto dell’art 6 lettera E della legge 28 , si rispondeva che ciò non era vero in quanto la legge “può prevedere una nuova capacità insediativa (che però è regolata proprio all’art 6 che evidenzia come si possa utilizzare solo con la cubatura presente nel Piano adottato , altri articoli e commi non ci sono e comunque non vengono citati dal Relatore e comunque sarebbero in contrasto con l’art 6 ) purchè tale nuova previsione sia compresa all’interno del fabbisogno complessivo da valutare nell’arco temporale di dieci anni come disciplinato dalla legge Regionale 75/72” Si darebbe a bere quindi che l’articolo 6 lettera E della legge del 1980 viene “superato” dalla legge del 1972 !!! Sulla seconda Osservazione i firmatari l’osservazione spiegavano il quesito con i dati anomali sottolineanti come “Nella esposizione dei dati metrici e volumetrici dei singoli nuclei edilizi risulta una sostanziale discrasia tra i dati indicati nella descrizione del nucleo e quelli contenuti nella relativa tabella nonché con quelli della tabella riepilogativa di pag. 4.” Ed inoltre “Si chiede di specificare come mai la “volumetria totale” riportata nelle tabelle dei singoli nuclei non corrisponda affatto a quella ricavabile moltiplicando la superficie fondiaria del nucleo, indicata nelle tabelle, per l’indice fondiario indicato nella tavola delle Norme Tecniche” Interrogato il “morto” non rispose….. Saltando a piè pari la terza osservazione praticamente lasciata senza risposta alla quarta , quinta e sesta viene data una risposta “accorpata” di carattere politico benché venga premesso dallo stesso relatore che trattasi “di contenuto tecnico urbanistico” Risposta che si risolve in un laconico “ sono in contrasto con le scelte pianificatorie dell’Amministrazione” Rimangono quindi senza risposta tutta una serie di quesiti tra i quali quelli delicati come : “Nella Variante non si intravvede alcuno specifico, concreto riferimento a modificazioni e potenziamenti della viabilità principale e secondaria e risultano assenti elaborati concernenti dimensioni, sezioni, tipologie e caratteristiche delle infrastrutture sia attuali che di previsione”.

Nelle Norme Tecniche non viene recepito il limite imposto dalla legge di cui trattasi relativo alla utilizzazione territoriale, pari a 0,20 mq/mq.

Le norme tecniche dovrebbero prevedere un limite di accorpamento di cubatura in un unico corpo di fabbrica (che potrebbe essere ad esempio mc 1200).

Nelle zone per Attività Produttive e di Servizio (art. 7) va soppressa la possibilità di mutare la destinazione d’uso in residenziale (con le norme della zona B1) (comma 6), altrimenti verrebbero alterati i parametri urbanistici precalcolati nella Variante.

E’ chiaro che , mentre per i firmatari, la Variante 28 debba rappresentare un recupero del Territorio provvedendo ad introdurre parametri che evitino speculazioni come il tetto ad indice di edificabilità , la non mutabilità della destinazione d’uso per i lotti a servizi ed il limite di accorpamento che impedisca la costruzione di villette a schiera , viene candidamente risposto che ciò non è nell’intenzione politica dell’Amministrazione la quale, evidentemente , più che ad un piano di Recupero , tende a pianificare uno strumento di speculazione edilizia il tutto senza approntare uno straccio di piano che preveda modificazioni e potenziamento della viabilità principale e secondaria !!!! Isterica è la risposta data alle Associazioni ambientalistiche le quali avevano fatto proprie una serie di osservazioni sopra citate accendendo in aggiunta i riflettori sulla presenza di diverse zone protette all’interno ed ai margini delle Perimetrazioni. “Gli osservanti” risponde il Relatore, “manifestano la contrarietà a qualsivoglia intervento pianificatorio rivolto al recupero urbanistico……(perimetrato dalla 28/80) dando a capire che esse vorrebbero “lo status quo” Ciò è falso e tendenzioso poichè, nelle osservazioni, esse specificano come “Ritenengono si sia fatto un uso distorto della L.R. 28/80, che in questo caso non darebbe certo luogo a un vero risanamento urbanistico quanto, piuttosto, semplicemente a ulteriori nuove speculazioni edilizie” Quindi non sono contro l’istituto della Variante ma sono contro questa Variante !!! Ed a tal proposito hanno voluto premiare il Sindaco di Sant’Angelo con un bel mattone color oro quale fulgido esempio di pianificazione intensiva abitativa di quelle che furono le ridenti ed amene campagne santangelesi.

Lorenzo Mariani


Come sempre, puntuali siamo qua a riportarvi ciò che accade di importante nel nostro paese, così anche questa volta abbiamo riportato ciò che è avvenuto dalle mura della casa di tutti i residenti, il Palazzo Comunale.

Le risposte tecniche nello specifico le potrete trovare chiedendo gli atti all’ufficio tecnico, noi ci limitiamo a scrivere se pur con gli occhi della minoranza tramite il loro portavoce quello che è accaduto (siamo in attesa che anche la maggioranza lo faccia), abbiamo parlato con un responsabile delle Associazioni che hanno presentato delle osservazioni e non ci è sembrato soddisfatto delle risposte avute, del resto già il dono del mattone d’oro dato al Sindaco nel consiglio Comunale in occasione della presentazione delle osservazioni faceva capire quanto lontane fossero le distanze tra l’amministrazione e le Associazioni. Adesso il prossimo passo sarà alla Regione dove secondo chi ascolti tra i nostri amministratori dice di farcela; la Maggioranza a convincere che sia una cosa buona e fattibile, mentre la minoranza sostiene che non potrà passare un obbrobrio del genere.

Danilo Biagiotti

ALLA PROSSIMA