domenica, 02 maggio 2010
Progetto LegA'mi, un Segno nel parco III Edizione
VISITA NELL'AREA DEL BARCO A TIVOLI marzo 2010
Il 17 Marzo scorso è stata realizzata dal "Comitato Promotore del Parco Archeologico Ambientale dell'antica cava del Barco, dell'area dei Travertini e delle Acque Albule", una visita dell'area delle antiche cave del Barco, che è anche un Sito di Interesse Comunitario proposto IT6030033 Travertini Acque Albule; Brunella Testi, Presidente del Comitato Promotore, insieme ad alcuni soci fondatori del Comitato: l'Architetto Giovanni Di Nardo, il Botanico Marco Giardini e il Giornalista Umberto Calamita, ha guidato alla visita dell'area del Barco, gli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Roma, con i loro relativi docenti, del Corso di Scultura professori Donato Bianco ed Oriana Impei e del Corso di Tecniche grafiche speciali della professoressa Laura Salvi.
La visita precede la Manifestazione - Evento legA'mi, Un segno nel Parco, III edizione, happening di scultura e performances artistiche che si svolgerà nell'area delle antiche cave del Barco dal 14 al 30 maggio prossimi.
Su blocchi di travertino presenti lungo Via dei Canneti, messi a disposizione dai cavatori e laboratori di travertino, gli studenti dell'Accademia di Belle Arti di Roma ed di Berlino scolpiranno e realizzeranno performances, per lasciare un loro contributo, "un segno" appunto per il futuro parco mobilitandosi anche loro, insieme alle Associazioni Culturali del Territorio contro lo stato di degrado che incombe oggi sull'area e perché l'area venga finalmente salvaguardata, bonificata e rivalorizzata.
Ideato dal Presidente del Comitato, il Progetto LegA'mi, realizzato già nelle precedenti edizioni del 2006 e del 2008 in collaborazione con l'Accademia di Belle Arti di Roma, vede la partecipazione, quest'anno anche degli studenti della Cattedra di Pittura coordinati dal loro docente Professor Antonello Belli, che contribuiranno anche loro lasciando "un segno" del loro impegno a favore della realizzazione del futuro parco. Inoltre quest'anno la manifestazione si interfaccia con il progetto interdisciplinare svolto tra l'università HGB di Lipsia e Accademia di Belle Arti Di Roma dal titolo Schiuma Solida con i cui docenti coordinatori tra cui la professoressa Alba D'Urbano (HGB Lipsia) , già da inizio anno il Comitato Promotore ha avuto incontri ed eseguito visite guidate alle emergenze archeologico ambientali presenti e sopralluoghi in cava.
La visita, del 17 marzo, esplorativa dell'area e finalizzata alla realizzazione della III edizione della manifestazione LegA'mi, un segno nel parco, ha toccato molte delle emergenze archeologico ambientali presenti.
La visita ha avuto inizio, anche se in via rocambolesca, partendo dal complesso monumentale del Mausoleo dei Plauzi con l'antico Ponte Lucano, scalando un rilevato di terra alto piu' di tre metri si è potuti penetrare all'interno dell'area del complesso archeologico che ormai è celata alla vista e negata all'accesso di possibili fruitori, come anche il fiume, che da li in periodo Romano, navigabile, come attestato dal Geografo Stradone, trasportava attraverso zattere i Blocchi di Travertino per la realizzazione dei piu' rappresentativi monumenti dell'Impero Romano.
Da li ci si è poi incamminati lungo via dei Canneti, un'antica viabilità frequentata già dal prima del 1500, infatti qui si era soliti venire, per concessione dei proprietari, per prendere le canne occorrenti creare le pergole ed i sostegni delle vigne, che ci dicono le fonti, erano redditizie e tenute in gran considerazione.
La fama di questa area era tale che anche per gli splendidi e rinomati vigneti dei vicini Castelli Romani si veniva qui a raccogliere le canne che proprio in questo tratto dell'Aniene crescevano rigogliose. Percorrendo Via dei Canneti si lambisce il margine sud - sud est delle Antiche cave Romane di Lapis Tiburtinus, la cui attività è testimoniata già dal II sec. A.C. La via dei Canneti poi, costeggia verso Sud il lato della cava Romana Grande, detta Lapidicina Maior, che per una serie di fortunate circostanze è rimasta intatta. Grazie alla strada dei Canneti e ad un Casale Rurale tipico della Campagna Romana, la cui abitazione del custode è posizionata sul bordo della cava romana, sono rimaste intatte e ben visibili le ultime tagliate della cava romana insieme a quelle su cui maestoso si erge in tutta la sua bellezza e a testimonianza della densa storia dell'area, il Casale del Barco, voluto dal Cardinale Ippolito II D'Este quando, governatore di Tivoli nella seconda metà del ‘500, volle realizzare insieme alla Villa Tiburtina oggi patrimonio Unesco, proprio nell'area delle antiche cave del Barco la sua tenuta di caccia, insieme allo Splendido Casale progettato probabilmente dall'Architetto Galvani e realizzato a strapiombo sulla cava romana. Proprio in quest'area ricca di vegetazione e selvaggina, per l'impaludamento generato dalle acque sulfuree a seguito dell'abbandono dell'area dopo l'impero, Ippolito II D'Este giovanissimo Cardinale, invitava i suoi ospiti per interessanti battute di Caccia.
Sempre da Via dei Canneti, nelle vicinanze del cosiddetto Casale Conversi si è analizzato il cosiddetto "Montarozzo del Barco", una collinetta ellittica di circa mt.70x100, formata da scaglie di travertino, scarti di lavorazione della antica cava romana. Il Montarozzo del Barco puo' considerarsi un'emergenza di pregio sia per il suo aspetto archeologico sia per quello ambientale. Un po' come il Monte Testaccio a Roma, anch'esso antropogenico e costituito da resti di anfore olearie romane. Per il Montarozzo del Barco, tutto naturalmente vegetato nel tempo sono state inoltre recentemente censite dal professor Marco Giardini, Botanico da sempre studioso dell'area nonché tra i soci fondatori del Comitato, oltre 240 specie vegetali, 5 delle quali protette nel Lazio e per tale motivo, nel 2006, il Comitato Promotore ha inoltrato richiesta per questa emergenza di pregio, di istituzione di "Monumento Naturale" presso l'Assessorato all'Ambiente e cooperazione tra i popoli della Regione LaTutta l'area è attualmente minacciata da uno stato di abbandono e forte degrado, senza controlli né manutenzione da parte del Comune di Tivoli è da tempo lasciata a se stessa e alla mercè
di tutti le proprietà dei frontisti sono spesso oggetto di atti vandalici nelle recinzioni come anche stessa sorte hanno recentemente subito anche alcune sculture in travertino posizionate sui blochi di recinzione sul borod di via dei Canneti in prossimità del Montarozzo. Le opere, realizzate in occasione della II edizione della manifestazione legA'mi, un segno nel parco, maggio 2008, sono infatti recentemente scomparse. In questo periodo inoltre proprio via dei Canneti è oggetto di un forte carico veicolare dovuto al continuo passaggio di mezzi pesanti e di frequenti camioncini che discaricano abusivamente materiali di ogni genre a bordo strada: frigoriferi, divani, televisori, sacchette di calcinacci, tubazioni di plastica ed anche cassoni dell'acqua in cemento amianto e soprattutto grossi pneumatici usurati, il fenomeno, ha assunto recentemente dimensioni inaccettabili che il Comune e gli enti preposti alla tutela dell'area come il Corpo forestale dello Stato, organo preposto al monitoraggio dei pSIC ed tra l'altro Ente che ci risulta abbia recentemente attivato un particolare Monitoraggio Ambientale con indagini speciali tra le quali il censimento dei siti di smaltimento illecito dei rifiuti e non solo, infatti ci risulta inoltre che a proposito dello smaltimento illecito dei rifiuti dal 2008 "... è stata avviata un'attività di monitoraggio, in collaborazione con il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che consente di conoscere "in tempo reale" gli illeciti commessi in questo campo, analizzati e valutati alla luce della legislazione vigente". Ma intanto senza il dovuto monitoraggio nell'area del Barco anche la sede viaria di via dei Canneti è apparsa visibilemte solcata e ridotta in condizioni di difficile percorribilità, allargata proprio in prossimità delle pendici dello stesso Montarozzo, sulla stessa strada è di conseguenza franata la parte che lambiva la sede della precedente sede, più stretta e parte della storica macera di contenimento della base dello stesso Montarozzo è venuta giù.
Il Montarozzo oggi è minacciato però soprattutto dalla realizzazione di una viabilità a quattro corsie che se si realizzasse sventrerebbe completamente l'area, che tra l'altro è anche un pSIC (Sito di Interesse Comunitario proposto), individuato a livello europeo con la Sigla IT6030033 Travertini Acque Albule ed in quanto tale secondo quanto disposto dalla normativa europea e nazionale, da salvaguardare.
Nel sito infatti sono state censite specie anche prioritarie in base alla direttiva europea 43/92, meglio conosciuta come Direttiva Habitat, le specie censite, della tipologica microfite, sono tipiche dell'area dei nostri crostoni di travertino e furono individuate già in passato dal Botanico Giuliano Montelucci che manifestò già dagli anni '70 le sue preoccupazioni sullo stato dell'area del Barco e di quella limitrofa dell'ex polverificio Stacchini, messe a dura prova dal degrado incalzante procurato dall'industrializzazione .
La visita guidata è poi proseguita nell'area in cui sono presenti numerose polle sorgive di acqua sulfurea dove si è argomentato sulla loro genesi e sul loro stretto legame e contributo alla formazione del Banco di Travertino.
Nell'area poi della cosiddetta "Domus Patrizia" in Via del Barco n°4, su cui insiste un complesso condominio di ben quattro palazzi, all'interno del suo parco a verde ben curato dall'Associazione per Tivoli Terme, si sono potuti visionare i resti archeologici di notevoleinteresse: un tratto dell'antico tracciato della Via Tiburtina, ciò che rimane di alcuni ambienti di una antica Domus Patrizia e grossi monoliti presumibilmente di epoca romana realizzati in Lapis Tiburtinus.
Proprio qui, Domenica 30 maggio, con una Tavola Rotonda e performances artistiche si concluderà la prima parte della Manifestazione LegA'mi.
La visita si è conclusa con la localizzazione del piazzale su cui verrà allestito il cantiere per i lavori di scultura previsti nell'area del Barco durante la manifestazione e subito dopo con l'esplorazione dell'affascinante ambiente di una cava di travertino in cui subito sono iniziate le fasi preliminari del progetto con la scelta dei blocchi su cui poter scolpire dal 14 al 30 maggio per realizzare le opere da lasciare, come segno, per il futuro parco.
Per la III Edizione della manifestazione è stato richiesto, come ottenuto già nelle precedenti edizioni, il patrocinio della Regione Lazio, del Comune di Tivoli, dell'Accademia di Belle Arti di Roma, del Centro di Valorizzazione del Travertino Romano e delle Terme Acque Albule.
Brunella Testi,
Presidente del Comitato Promotore
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